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Giuseppe: il sogno che cambia la vita

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La storia di Giuseppe, narrata nel libro della Genesi, è una delle più intense e coinvolgenti dell’Antico Testamento. Figlio prediletto di Giacobbe, viene odiato dai fratelli per la gelosia e venduto come schiavo in Egitto. Attraversa prove difficili: la lontananza dalla famiglia, l’ingiustizia, la prigione. Eppure, proprio nelle situazioni più dolorose, Giuseppe dimostra fiducia, saggezza e capacità di perdono. Diventa viceré grazie all’interpretazione del sogno del Faraone e salva molte persone dalla carestia, compresa la sua stessa famiglia. La sua vicenda mostra come il male possa essere trasformato in bene e come la fedeltà e la responsabilità possano cambiare il corso degli eventi.

La storia di Giuseppe

Giuseppe è il figlio preferito di Giacobbe. Il padre gli regala una tunica preziosa, segno del suo affetto speciale. I fratelli diventano gelosi, soprattutto quando Giuseppe racconta due sogni in cui sembra che un giorno tutti si inchineranno davanti a lui.
Quando Giacobbe manda Giuseppe a cercare i fratelli, loro decidono di eliminarlo. Prima lo gettano in una cisterna vuota, poi lo vendono a mercanti diretti in Egitto. Per coprire il loro gesto, sporcano la tunica di sangue e fanno credere al padre che Giuseppe sia morto. Giacobbe è distrutto dal dolore.

In Egitto Giuseppe viene comprato da Potifar, un importante funzionario. È onesto e responsabile, e tutto quello che fa riesce bene. Potifar si fida di lui e gli affida tutta la casa.
Ma la moglie di Potifar si invaghisce di Giuseppe. Lui rifiuta, perché non vuole tradire il suo padrone e Dio. La donna lo accusa falsamente e Giuseppe finisce in prigione, pur essendo innocente.

In prigione Giuseppe incontra due funzionari del faraone: il coppiere e il panettiere. Entrambi fanno sogni misteriosi. Giuseppe dice che è Dio a dare il significato dei sogni e li interpreta: il coppiere tornerà libero, il panettiere sarà condannato.
Le cose accadono esattamente così, ma il coppiere, una volta liberato, si dimentica di Giuseppe.

Dopo due anni il faraone fa due sogni inquietanti: sette vacche grasse divorate da sette vacche magre e sette spighe piene divorate da sette spighe secche. Nessuno sa interpretarli.
Il coppiere si ricorda di Giuseppe. Giuseppe spiega che ci saranno sette anni di grande abbondanza seguiti da sette anni di carestia. Suggerisce di accumulare grano durante gli anni buoni. Il faraone, colpito dalla sua saggezza, lo nomina viceré: Giuseppe diventa il secondo uomo più potente d’Egitto.

La svolta

Arriva la carestia anche in Canaan. I fratelli di Giuseppe vanno in Egitto per comprare grano. Non riconoscono Giuseppe, ma lui li riconosce.
Li accusa di essere spie e li mette alla prova. Trattiene Simeone e chiede che tornino con il fratello più giovane, Beniamino. I fratelli iniziano a sentirsi in colpa per ciò che avevano fatto a Giuseppe.

La fame continua e Giacobbe, con grande paura, lascia partire anche Beniamino. I fratelli tornano in Egitto.
Giuseppe li invita a mangiare con lui. Quando vede Beniamino si commuove e deve nascondersi per piangere. Però continua a non rivelare la sua identità.

Giuseppe fa mettere di nascosto la sua coppa d’argento nel sacco di Beniamino. Poi accusa i fratelli di furto.
La coppa viene trovata nel sacco di Beniamino. I fratelli sono disperati. Giuda si offre di restare schiavo al posto del fratello per non far morire di dolore il padre. Questo gesto dimostra che i fratelli sono cambiati.

Giuseppe non riesce più a trattenersi: si fa riconoscere e piange davanti ai fratelli. Loro restano spaventati.
Ma Giuseppe li rassicura: dice che Dio ha trasformato il loro male in un bene, perché grazie a lui molte persone sono state salvate dalla fame. Li invita a portare il padre in Egitto.

Giacobbe parte con tutta la famiglia. Dio lo rassicura dicendogli di non avere paura.
Giuseppe corre incontro al padre e si abbracciano commossi. La famiglia si stabilisce nella regione di Gosen.

Giuseppe organizza la distribuzione del grano durante la carestia. L’Egitto sopravvive grazie alla sua saggezza.
La famiglia di Giacobbe prospera nella terra di Gosen.

Giacobbe, ormai anziano, benedice i figli di Giuseppe, Efraim e Manasse.
Incrocia le mani e dà la benedizione maggiore al più giovane, Efraim. Ancora una volta Dio sceglie in modo diverso dalle regole umane.

Giacobbe raduna i suoi figli e pronuncia parole che parlano del loro futuro.
Da questi figli nasceranno le dodici tribù di Israele.

Giacobbe muore e viene sepolto nella terra dei padri. I fratelli temono che Giuseppe ora si vendichi.
Ma Giuseppe li rassicura: “Voi avevate pensato il male contro di me, ma Dio lo ha trasformato in bene”.
Giuseppe muore in Egitto, dopo una lunga vita, chiedendo che un giorno le sue ossa siano riportate nella terra promessa.

L’attività: La CAA per includere e partecipare attivamente.

Come attività abbiamo pensato di utilizzare uno strumento che non è utile solo per gli studenti con disabilità, ma una metodologia inclusiva universale, perché migliora la comprensione per tutta la classe. Stiamo parlando della CAA, la Comunicazione Aumentativa e Alternativa che rientra principalmente nell’ambito della didattica inclusiva e della pedagogia speciale, ma che permette di rendere ogni storia accessibile a tutti gli studenti, favorendo inclusione e partecipazione attiva.

La CAA è un linguaggio che utilizza simboli, immagini e parole chiave per facilitare la comprensione, soprattutto per chi presenta difficoltà linguistiche o di apprendimento. Non sostituisce la lingua verbale, ma la sostiene e la rafforza. Lavorare con i simboli aiuta i ragazzi a visualizzare i passaggi fondamentali della narrazione, a ricostruire la sequenza degli eventi e a interiorizzare i significati profondi del racconto. È uno strumento che promuove chiarezza, cooperazione e attenzione ai bisogni di tutti, trasformando la lezione in un’esperienza realmente inclusiva.

Abbiamo ridotto a 21 frasi tutta la storia di Giuseppe. Ogni studente elaborerà dei simboli per “scrivere” la storia. Sotto alle frase, abbiamo inserito dei suggerimenti da condividere con gli studenti per facilitare la loro attività.

Giuseppe, il sognatore

  • Giuseppe era un giovane ragazzo.
  • Giacobbe, suo padre, amava molto Giuseppe.
  • Giacobbe regalò a Giuseppe una tunica colorata e preziosa.
  • I fratelli di Giuseppe erano molto gelosi. 

La gelosia e il viaggio in Egitto

  • Giuseppe faceva dei sogni speciali.
  • Nei sogni, i fratelli si inchinavano davanti a lui.
  • I fratelli, arrabbiati, gettarono Giuseppe in un pozzo.
  • Poi, lo vendettero come schiavo a dei mercanti.
  • I mercanti portarono Giuseppe lontano, in Egitto.
  • I fratelli dissero al padre che Giuseppe era morto. 

Giuseppe in Egitto

  • In Egitto, Giuseppe lavorò per Potifar.
  • Giuseppe era molto intelligente e onesto.
  • Finì in prigione per un’accusa falsa.
  • In prigione, Giuseppe interpretò i sogni del faraone.
  • Predisse 7 anni di abbondanza e 7 anni di carestia. 

Il perdono e la famiglia riunita

  • Il Faraone fece Giuseppe viceré d’Egitto.
  • Arrivò la carestia e anche i fratelli di Giuseppe andarono in Egitto a cercare cibo.
  • I fratelli non riconobbero Giuseppe.
  • Giuseppe, invece, li riconobbe e provò se erano cambiati.
  • Alla fine, Giuseppe rivelò chi era e li perdonò.
  • Tutta la famiglia si riunì in Egitto e fece pace. 

Esempi di Simboli CAA (Concetti chiave)

Perdono: (Simbolo mani che si stringono/cuore)

Giuseppe: (Simbolo bambino/ragazzo)

Giacobbe/Padre: (Simbolo uomo anziano/padre)

Fratelli: (Simbolo gruppo di ragazzi)

Tunica/Vestito: (Simbolo vestito colorato)

Sogno: (Simbolo nuvoletta sogni)

Egitto: (Simbolo piramide)

Cibo/Grano: (Simbolo spiga/pane)


Di seguito inseriamo alcune frasi elaborate da noi che possiamo mostrare in classe:

Inseriamo un’ulteriore attività

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