Ascensione e Pentecoste

Spread the love

Con questa lezione sull’Ascensione e Pentecoste concludiamo la presentazione del ciclo di affreschi della Cappella degli Scrovegni.

Probabilmente ci saranno voluti alcuni giorni prima che le donne e gli apostoli iniziassero a rendersi conto che quanto era appena accaduto corrispondeva a quanto Gesù aveva anticipato nell’annunciare la sua risurrezione. La conferma che era risorto davvero, ci sarà con le apparizioni che ebbero fine quando egli tornò al Padre.

L’Evangelista Lucadilata” le apparizioni del risorto in 40 giorni, al fine di far coincidere la pentecoste cristiana con quella ebraica preesistente (Shavu’òt si ringrazia Dio per il dono della Torah).

Ascensione

Si celebra quaranta giorni dopo la Pasqua e conclude la permanenza visibile di Dio fra gli uomini. 

I Libri del Nuovo Testamento contengono poche tracce dell’episodio dell’Ascensione:

nel Vangelo di Matteo, non si parla dell’ascensione. Gesù dà appuntamento ai suoi discepoli, sul monte in Galilea ed è da qui che li invia nel mondo per fare discepoli tutti i popoli. Le ultime parole di Gesù sono: “io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo.”

nel Vangelo di Giovanni l’ascensione si compie il giorno stesso della Risurrezione, infatti dando centralità alla resurrezione, in lui assume scarsa importanza la salita al cielo.

Marco fa un breve accenno: dopo aver dato l’ultimo comando agli apostoli di predicare il Vangelo a tutte le creature, « Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio.»(Mc 16,19).

In Luca sono presenti due racconti diversi dell’Ascensione. Nel Vangelo scrive che il giorno della Resurrezione: «li condusse fin verso Betania, e alzate le mani, li benedisse. E avvenne che nel benedirli si staccò da loro e fu portato verso il cielo» (Lc 24, 50-51), mentre negli Atti degli Apostoli, l’Ascensione è collocata sul Monte degli Ulivi, al 40° giorno dopo la Pasqua e aggiunge:

«Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato tra di voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo» (At 1,9-11). 

In sostanza tutti gli evangelisti danno scarsa importanza all’Ascensione, cioè il passaggio di Gesù nel mondo della gloria, e Giovanni nel quarto Vangelo, collocando il punto più alto della gloria di Cristo nella sua Resurrezione, conferma che la vera ascensione sia avvenuta il mattino di Pasqua. Quindi l’Ascensione raccontata da Luca, Marco e dagli Atti degli Apostoli, si riferisce all’ultima sua manifestazione visibile sulla terra. 

L’Ascensione secondo Giotto

Presenteremo le ultime due scene affrescate da Giotto, sempre utilizzando il solito sito:

https://www.haltadefinizione.com/image-bank/giotto-di-bondone-cappella-degli-scrovegni-panorama-360/

Ascensione e pentecoste

La scena mostra Gesù proteso verso l’alto, che sale al cielo sospinto da una nuvola. Le mani sono alzate oltre la cornice dell’affresco ad indicare che Gesù sta entrando in una dimensione non visibile dall’occhio umano. Due angeli sono sotto di lui e istruiscono i presenti, cioè Maria e gli undici apostoli. I volti di questi ultimi sono di notevole qualità e questo porta alcuni a giudicare l’unica parte realmente realizzata da Giotto rispetto al resto dell’affresco realizzato dalle maestranze di bottega. Ai lati di Cristo si trovano due cerchie angeliche e di santi simmetriche, tutti con le mani levate, a ripetere il gesto di Cristo. Molto curati sono i dettagli, particolarmente le applicazioni dorate nelle vesti degli apostoli, degli angeli e di Gesù stesso.

Pentecoste

Nella Solennità di Pentecoste si celebra la discesa dello Spirito Santo su Maria e gli apostoli riuniti insieme nel Cenacolo. 

Letteralmente Pentecoste significa il 50° (giorno). Anche gli ebrei celebravano, cinquanta giorni dopo la Pasqua ebraica, una festa agricola, di ringraziamento a Dio per i doni delle terra, che coincideva con l’inizio della mietitura del grano e i primi frutti. Più tardi divenne la festa del ricordo del dono delle Tavole della Legge fatto da Dio a Mosè sul monte Sinai. 

Il racconto della discesa dello Spirito Santo si trova al capitolo 2 degli Atti degli Apostoli: 

«Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi». (At 2)

Cinquanta giorni dopo la Pasqua, quindi, Dio si manifesta agli Apostoli dimostrando la sua fedeltà alle promesse e la sua costante presenza nella storia dell’uomo.

La reazione degli Apostoli all’azione dello Spirito è immediata: non hanno più paura e una forza straordinaria li muove. Subito escono dal Cenacolo e cominciano a predicare in tutte le lingue.

Ciò che fino a quel momento era rimasto quasi un segreto nascosto tra gli amici più fedeli a Gesù, diventa ora una grande verità da portare a tutti gli uomini: l’annuncio della morte e della Resurrezione di Cristo da parte degli Apostoli costituisce il fondamento della predicazione apostolica primitiva, la nascita della Chiesa. 

La Pentecoste secondo Giotto

La Pentecoste è la scena che chiude le Storie della Passione di Gesù all’interno della Cappella degli Scrovegni.

Giotto – molto probabilmente con aiuti – dipinge una loggia sotto la quale sono seduti gli apostoli. Secondo alcune interpretazioni sarebbero presenti gli undici Apostoli e Gesù. Quest’ultimo sarebbe l’uomo il cui volto è coperto dalla colonna e di cui si vedono solo le inconfondibili ciocche di capelli cadenti sulle spalle. Secondo altre ipotesi sarebbero presenti i dodici apostoli: poco prima della Pentecoste, infatti era stato eletto Mattia, in sostituzione di Giuda Iscariota, il traditore.

In linea con la tradizione iconografica più antica, Maria non è raffigurata anche se, nei racconti evangelici, era presente con altre donne nel momento in cui soffiò il vento dello Spirito.  

Lo Spirito Santo discese come lingue di fuoco, qui è rappresentato con raggi di luce rossa che si diffonde dall’alto, da Dio Padre.

Al termine della spiegazione possiamo giocare a un breve Kahoot!

L’immagine in evidenza: “Blu” di Antonella Catini

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *