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Nella lezione precedente abbiamo spiegato che è durante il cammino verso l’età adulta, nella fase dell’adolescenza, ma anche in quel periodo che la precede, che si gettano le fondamenta per il proprio progetto di vita e magari ci si accorge di quelle che sono le difficoltà a individuare un percorso chiaro e ben definito che conduca al traguardo prefissato, senza rischiare di perdersi in vicoli ciechi.

Sempre più spesso molti giovani non hanno un progetto per il loro futuro, rinunciano alla ricerca di sé, allo sviluppo e alla valorizzazione delle proprie capacità, privandosi delle proprie passioni per avere in cambio una esistenza all’ombra del “gregge”.

Mostreremo il film “Freedom writers”.

Per vedere il film, cliccare sull’immagine sottostante.

progetto

In una realtà scolastica violenta e caratterizzata da tensioni razziali, la professoressa prova a far diventare la scuola e lo studio fondamentali nella vita dei suoi studenti problematici, incoraggiandoli a raccontare le loro storie e ad ascoltare quelle degli altri così da scoprire l’importanza della tolleranza e il valore del rispetto verso gli altri.

Buona visione!

Conversazione nella lezione successiva

Al termine della visione del film, nelle lezioni successive, potremmo concludere l’argomento spiegando che molti in Italia, si stimano circa due milioni, sono i ragazzi che non hanno una meta prefissata da raggiungere, non studiano e non lavorano, e prendono il nome di neet, not (engaged) in education, employment or training. Tanti sono anche i giovani costretti ad arrabattarsi tra lavoretti precari e frustranti rinunciando a comprendere quali siano le loro vere ambizioni e a inseguire i propri sogni.

Questi giovani vivono, senza trovare il senso alla loro esistenza, senza un progetto, una vita in cui il protagonista è sostanzialmente smarrito, rassegnandosi ad un atteggiamento rinunciatario che smorza e intorpidisce tutte le energie.

Capita talvolta che una occasione inaspettata riesca a ridare vita a una passione mai realmente sparita, un’opportunità che si rivela un’esperienza significativa che restituisce senso e prospettive ad un’esistenza apparentemente persa.

È possibile un cambiamento simile solo se si è disponibili ad accettare la fatica di mettersi in moto per riprendere la strada che conduce alla realizzazione del proprio sogno. Il cammino che porta all’età adulta richiede una sollecita attenzione, lo sviluppo di pazienza e perseveranza affinché non si perda di vista la meta, la direzione di marcia, senza temere che ostacoli e imprevisti ci costringano a cercare percorsi alternativi.

In questo itinerario ci si conosce più intimamente, si diventa consapevoli dei propri limiti, si impara a dosare le proprie energie e a compiere le scelte giuste di fronte agli eventuali bivi. Si fanno esperienze con chi si incontra lungo la via nella certezza che il cammino è più fecondo se percorso in una relazione reciproca con il proprio io e con l’Altro.

A questo punto lasciamo spazio alle possibili idee, alle eventuali riflessioni dei ragazzi.

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